Il Pizzardone che ti regola i post di Facebook

 

Per spiegarti come funziona l’algoritmo di Facebook e come incide sul comportamento dei fan dopo che hai pubblicato i post, adesso che hai capito la differenza tra un profilo è una pagina, ti devo proporre un esempio.

Immagina di stare una piazza italiana, per comodità, prendo Piazza Venezia a Roma.

Il numero delle autovetture che si incrociano nel corso della giornata sono a volte di molte centinaia per non dire migliaia di auto.

Chi passa per primo?

Chi ha la precedenza? A dirigere il traffico c’è un vigile urbano, così come sulla piattaforma Facebook c’è il News Feed Algorithm.

L’algoritmo di Facebook appunto.

Cioè colui che decide chi ha la precedenza (i post che pubblichi) le strade che debbono prendere per essere visti dai fan.

Per conoscere a fondo Facebook devi sapere bene e conoscere bene questa sorta di vigile urbano.

Un “pizzardone”,  che decide quindi,  “chi vede, cosa vedono e quando vedono i tuoi post i fan della pagina”

E’ vero è odioso stare nel traffico ed aspettare il proprio turno così come fu odioso per Vittorio De Sica, che correva all’impazzata per raggiungere la propria amante, essere fermato da un efficientissimo Otello Celletti, Alberto Sordi, nel “Il vigile”.

Lo ricordate?

Poiché nel corso degli anni sono aumentate il numero delle automobili, considerato inoltre che inizialmente era il classico “vetturino” che ti scarrozzava per la città, adesso il “vigile urbano” deve aver fatto una scuola particolare.

Bene, questa scuola, gli ha insegnato circa 100.000 fattori che regolano la portata dei post e fanno da guida per “instradare” i post e per restare fedeli allo scopo di Facebook che si può sintetizzare in:

dare il contenuto giusto alla persona giusta nel momento giusto

 

In pratica tutti devono raggiungere la destinazione che si prefiggono ed anche se devono aspettare il loro turno perché sicuramente arriveranno alla destinazione prestabilita.

Il traffico della piazza di Facebook si chiama Portata Organica, cioè il numero di persone che organicamente raggiungono e raggiungiamo con i post.

Ma Facebook ho avuto modo di dirlo anche in post e articoli precedenti non è il Fatebenefratelli è proprio per questo ha deciso da un po’ di tempo di creare delle corsie privilegiate per le auto in circolazione le cosiddette Facebook ADS.

D’altronde se la piattaforma, cresce di giorno in giorno e dobbiamo dare un congruo stipendio al nostro vigile urbano, oramai stressato, lo dobbiamo pagare profumatamente.

Tra i 100.000 fattori che regolano il vademecum che il vigile ha tra le mani per regolare il traffico te ne elenco qualcuno:

  1. Affinity
  2. Weight  
  3. Time Decay

Più un fan mostrano il loro interesse per il post pubblicato più c’è affinità con la tua pagina (affinity=affinità)

Ci sarà differenza tra un like, una condivisione, un commento al tuo post?  (weight=peso)

Più il contenuto è fresco maggiori sono le possibilità di essere visto dai fan (Time Decay=perdita di valore con il passare del tempo)

 

Questi sono solo alcuni fattori, che ti prometto approfondirò, nel corso del webinar del 27 dicembre.

La lista è molto lunga delle cose di cui si parlerà dagli un’occhiata:

  • Tipo di post
  • Feedback negativi
  • Dispositivi e specifiche tecniche
  • Relationship setting
  • Story bumping
  • Last actor

 

Ci sono poi il maggiore spazio dati ai contenuti di qualità ed il minore spazio dato agli aggiornamenti di stato come anche la minore visibilità ai post Acchiappa-Like, spammosi, riciclati.

 

 

Profilo personale o pagina Facebook ?

 

Mi arrivano con cadenza giornaliera le tipiche di richiesta di amicizia su Facebook.

Le apro e scopro che sono, talvolta, un’hotel, un’altra volta, un agriturismo, un’altra volta ancora un parrucchiere o un associazione no profit.

Non è capitato anche a te?

Mi chiedo ma perché tante aziende creano un profilo personale anziché una pagina aziendale?

Se continui, anche tu, a fare questa stratosferica cazzata non solo scoprirai che non è un’idea furbissima.

Quella di chiedere un amicizia e quindi di taggare le persone, interagire con loro direttamente, e fare la felicità di tuo “cugggino”che lo ha proposto.

Eppure basterebbe solo un attimo soffermarsi e leggere quello che c’è scritto proprio nella creazione del  profilo Social su Facebook.

Capirai, da subito, che i profili personali solo per uso individuale e non commerciale. Rappresentano singole persone e devono essere creati con nomi individuali.

 

Capisco anche che scatta una certa vena poetica e di fantasia nella scelta del nome che deve apparire.

Ma se ti chiami Pinco Pallo non sarà forse il caso che il profilo personale sia Pinco Pallo? Mi rendo conto che la concorrenza sul nome “i tanti Pinco Pallo che esistono su Facebook” sia notevole.  Non credi che le tue informazioni, il tuo viso, le tue foto e tutto il resto farebbero la  differenza tra te Pinco Pallo che abiti in via Tal dei Tali ed altri Pinco Pallo che abitano in via Tizio e Caio?

Fin qui penso tutto chiaro. Il profilo personale è pensato per le persone e le persone sono amiche di altre persone. Gli amici della pagina si chiamano fan.

 

Ti assicuro che la differenza tra fan e amici è notevole.

 

Adesso che sai che hai fatto “sta cazzata”, in tempi andati ti chiederai, come posso rimediare?

Mettiti tranquillo che te lo spiego. Anzi te lo spiega Facebook nel suo centro assistenza.

 

La conversione del tuo account personale in una pagina.

 Creare una nuova pagina Facebook basata su un account personale si può fare una sola volta.

Quando converti il tuo account personale in una pagina, avrai dopo la conversione:

un account personale ed una pagina.

La pagina avrà sia la tua immagine/profilo che tutti i tuoi amici convertiti in fan. Non è detto che questo sia una buonissima idea ed è un processo lentissimo.

Tanto più se in precedenza e hai bombardato e silurato con il tuo profilo tutti gli amici con offerte e cose varie.

Quello che c’è di buono è che passare dal profilo personale alla pagina aziendale ti potrebbe raccontare molte cose interessanti.

Puoi verificare, ad esempio, quanti dei tuoi amici e persone fossero davvero interessati ciò che scrivevi nel tuo profilo. Potresti rimanere di stucco come quello che si mette sulle pareti di casa, presa in affitto, che per troppi lunghi anni hai lasciato senza tinteggiare.

 

 

 

Voglio una casetta su Facebook.

 

Voglio introdurti l’articolo di oggi citando Lory Ruff, una esperta di social media marketing americana.  

“I social media sono qui non andranno da nessuna parte, sii dove sono i tuoi clienti nei social media”

 Questo per dirti e per introdurti il fatto che molti professionisti di diversi settori economici utilizzano il termine “usare i social network”, come Facebook come se Facebook appunto fosse uno strumento simile al coltello da cucina per preparare un tritato di aglio prezzemolo.

O un cacciavite per avvitare le viti dell’armadio, rigorosamente comprato da Ikea, che ci arrivato a casa con un foglio di istruzioni e che puntualmente avanzano i pezzi.   Non è capitato anche a te? In realtà i social network, Facebook appunto , lo dice il nome stesso,  è una rete sociale. Una rete di persone che decidono di creare come una community intorno a ciò che li accomuna. Intorno a ciò che li appassiona.   Se ci pensi bene nulla di nuovo.

Qualcosa che esiste fin dall’alba dei tempi.

Cosa sono i sindacati, le associazioni culturali, i partiti e gruppi d’acquisto se non sono se non una rete di persone che hanno appunto qualcosa in comune? L’obiettivo che la maggioranza delle persone hanno, come vedi, non nasce solo ed esclusivamente per il business.

Ma nasce dall’esigenza di “mettere su casa”. Una casa virtuale che le persone, che creano un account su Facebook vogliono abitare.

L’esigenza è quella di “fare salotto” e rimanere in contatto, tutti i giorni, con amici, parenti, conoscenti.

Per parlare di sé e anche un po’ per “sparlare” degli altri. Questa è la consapevolezza che devi acquisire se vuoi fare business su Facebook.

Concludo dicendoti che i social network non sono nati per vendere ma sono nati con e per le persone.    

 

 

Facebook Connection

Desideriamo essere connessi, ma come?

 

E qual è lo strumento che per antonomasia può creare connessioni? Beh semplice è Facebook. La maggior parte di persone con le quali ho rapporti mi riferisce che: L’essere connessi con Facebook non funziona dal punto di vista marketing.

Facebook è solo una piattaforma social che serve solo a cazzeggiare.

Beh ti do una notizia che ti risulterà poco gradita:

la tua è semplicemente ignoranza

Se credi di obiettivo sia solo quello di aumentare il numero di like o dei tuoi fan allora non conosci le basi del marketing su Facebook; per questo sei ignorante, perché ignori semplicemente il suo effettivo funzionamento. Un altro elemento importante è che gli operatori di marketing come quello tradizionale ad esempio, pur di difendere il proprio orticello, dicono che non funziona e tendono a sminuire il lavoro degli altri.   Quello che puoi fare è sviluppare una visione ben più ampia del marketing e operare utilizzando tutti gli strumenti per mirare allo stesso obiettivo:

Il Profitto

Ma davvero non funziona ?  

  • Per molti imprenditori questa risorsa è indispensabile anche se non sanno come promuovere al suo interno la propria impresa con successo

  • Per i professionisti è una risorsa tangibile che può raggiungere i clienti e potenziali clienti anche se si necessitano di necessità di una buona strategia di marketing.

  • Chiunque vuole promuoversi su Facebook necessità di un approccio strategico.

  • Per i professionisti della comunicazione che vogliono e possono capire quale metodo adottare e passare da una comunicazione tipica a quella sui social in particolare su Facebook

Da anni Facebook si sta diffondendo la velocità della luce tutto quello che manca e dare un approccio strategico al fatto di essere su Facebook.   Se vogliamo oggi con i suoi un miliardo e trecento milioni di iscritti 21 milioni in Italia è un ambiente impossibile da ignorare il più delle volte ci si dimentica che può essere il filo diretto con i clienti e non solo come vetrina o come cartellone promozionale.

 

Persuadere questi tre gringos è vincente 

 

L’articolo precedente l’ho incentrato sulla necessità di conoscere Facebook, come piattaforma di comunicazione, per la realizzazione di una campagna di advertising, delineando il più possibile il target attraverso i nove elementi fondamentali che voglio riperterti qui:  

  1. TRATTI CARATTERIALI
  2. SCOPRIRE LE ATTIVITA’
  3. INTERESSI
  4. OPINIONI
  5. COMPORTAMENTO
  6. LO STILE DI VITA
  7. ATTEGGIAMENTO
  8. VALORI
  9. LE PAURE

Ho giocato anche sulla similitudine della conoscenza di Facebook come la conoscenza della musica per ottenere una bellissima melodia. Un’altra riflessione, che ti propongo oggi, e che bisogna approfondire per realizzare una campagna efficace su Facebook, è sul funzionamento del cervello umano. In realtà non uno ma sono tre i cervelli:  

 

 

  • Un cervello antico detto anche rettile
  • Un cervello intermedio detto mammifero
  • Un cervello recente corticale

 

Voglio farti subito un esempio.  Ti è mai capitato di incrociare un tizio e di creare da subito, su di lui, un pregiudizio negativo? Sul suo carattere pessimo? Questo sarebbe stato un pregiudizio. Non credi ? Non conosci la persona che hai di fronte. Eppure in men che non si dica hai formulato una sentenza. Successivamente pensandoci, con la tua parte cosciente, hai rivisto quella sentenza e tutto sommato non ti sembrava poi così male la persona che hai conosciuto. Ti è scattata, in automatico. Ed è proprio la parte del cervello antico che si occupa, per cosi dire degli automatismi delle nostre azioni. Come ad esempio guidare la macchina. Non credo che la mattina quando ti muovi per andare al lavoro, pensi di aggiustare il sedile, lo specchietto retrovisore, pensi di mettere la prima e di partire. Lo fai certamente. In automatico. Non si spiegherebbe come tua moglie arrivi al lavoro, sempre truccata da far invidia alle colleghe, o non si spiegherebbe nemmeno come mai ti arrivino tutte quelle multe a casa per aver parlato al telefonino mentre stai guidando. Il tutto mentre stai respirando, il cuore sta battendo, e mentre stai pensando che cosa dovrai dire alla riunione che ci sarà da lì a un’ora. Tutte queste informazioni, che il cervello antico processa, vengono tirate fuori nel momento opportuno. Là dove servono e vengono in automatico senza che tu, come me abbia coscienza di queste azioni.   Il cervello intermedio, quello denominato mammifero, elabora le emozioni. Si chiama sistema limbico, dal latino limbus che vuol dire anello. Per farti capire il funzionamento di questo cervello ti devo mostrare una foto qui al fianco.   Cosa stai provando? Dolore? Dispiacere, compassione, rabbia?   Sono sicuro che se tu potessi reagiresti…  

 

Sono diverse le aree emotive che nella nostra mente che entrano in gioco quando si tratta di elaborare uno stimolo esterno. La decisione di dove collocare il sentimento e la sensazione di felicità, tristezza e disgusto viene presa dal Talamo. Ma il cervello intermedio è anche quello che è sede della Amigdala. Quando un evento esterno è particolarmente piacevole o estremamente doloroso, l’amigdala lo processa e lo lega ad un’esperienza, che diventerà ricordo, talvolta in modo indelebile. Sono sicuro ad esempio che se tichiedessi in questo momento cosa hai fatto prima di cena un giorno della settimana scorsa. Le tue risposte satrebbero vaghe ed incerte. Ma se ti chiedessi cosa hai vissuto il giorno 11 settembre del 2001 sono sicuro che mi faresti un racconto dettagliato su dove eri con chi e cosa hai pensato nel momento in cui hai visto tracollare dalle immagini televisive le due Torri Gemelle.   Questo è il potere delle emozioni. Se vuoi diventare un vero professionista nella realizzazione di campagne di marketing su Facebook è proprio questa parte del cervello che devi coinvolgere il più possibile. …Evitando ovviamente di buttare giù con l’aereo altri monumenti della modernità.  

 

Quando cioè si riesce a far fissare nella memoria del tuo target il prodotto o servizio che realizzi attraverso un’emozione è li che generi il desiderio. Il desiderio che è strettamente correlato alla Dopamina ed alla Serotonina.   Si è stabilito infatti che l’aumento di produzione della dopamina corrisponda ad una aumentata percezione di autogratificazione. Un regalo inaspettato, uno scatto di carriera, la tua pagina Facebook diventa virale e fa il giro del mondo, fanno schizzare la dopamina a livelli esagerati. La serotonina si differenzia dalla dopamina perché non risponde ad un impulso di gratificazione, ma è veicolata dall’attrazione pura. Non a caso è definita la molecola dell’amore. Tre cervelli che sono come tre amici. Tre gringos. E mentre processiamo, con i nostri cinque sensi, ogni secondo circa 11.000.000 milioni di informazioni dal mondo che ci circonda. Solo 40 di esse vengono elaborate dalla parte conscia. E questo la dice lunga sul far compiere un’azione sulla tua Pagina Facebook con la parte esclusivamente logica.

 

Persuadere questi tre amigos è vincente.

 

Conoscere Facebook Conoscere la musica

 

Per parlarti di Facebook devo necessariamente farti una premessa dolorosa. Non pretendere, da te stesso, di conoscere, tutto il funzionamento e utilizzo della piattaforma solo, con la semplice lettura degli articoli.

Altra premessa, non dolorosa ma doverosa è che questo articolo non è un tutorial per aprire una pagina su Facebook, non è la guida per aprire un gruppo, non è il “quanto è figo” avere migliaia di like in poco tempo.

Non ho tempo per scriverti da un lato di cose che fanno benissimo i tutorial di Facebook stesso e dall’altro smanettoni truffaldini che ti spiegano i massimi sistemi e poi vanno sui siti dedicati ed acquistano per te queste improperie.

Se sei uno di quelli, chiudi con la X in alto a destra e fai altro. Non mi interessi.

Per introdurti a Facebook  voglio farti anche una qualche piccola precisazione di marketing. In particolare sulle ricerche di marketing. “I problemi delle ricerche di marketing è che le persone non si rendono conto delle proprie emozioni, non dicono quello che pensano, e non fanno quello che dicono.” Questa è una celebre affermazione di David Ogilvy della omonima agenzia pubblicitaria britannica. A questa ne aggiungerei un’altra che recita : “non puoi iniziare a fare pubblicità oggi e smettere domani, non stai parlando ad una piazza ma ad una processione. Credo sia di Burton’ un pubblicitario americano.

In sostanza questa frasi, queste affermazioni, ci dicono che per quanto possiamo conoscere, con gli attuali strumenti, come ad esempio il Pixel di Facebook, il tuo interlocutore, il tuo target,  non necessariamente questa semplice “profilazione” può attivare una corretta campagna di marketing per la vendita di un prodotto/servizio. Parlo appunto di target dinamici, che cambiano le loro abitudini di acquisto solo se sono convinti di farlo. Vere e proprie processioni e non piazze, quando provano emozioni e desideri.

Scoprire cioè che il nostro target/bersaglio è di sesso femminile, che ha tra i 25/35 anni, che preferisce le foto delle scarpe nere presenti sul nostro sito. O addirittura sapere l’orario in cui sei connessa e le sessioni che ha attivato non non è abbastanza per indirizzare la nostra attività di marketing. Sapere che ha utilizzato un PC o un Mac, che è di nazionalità tedesca e che è puntuale ad esempio anche all’appuntamento del Black Friday, per ottenere lo sconto sul prodotto di punta, certamente è importante, ma occorre considerare una serie di fattori per portare una campagna di marketing attraverso Facebook ad essere chiamata campagna di successo.

In particolare mi sono soffermato su 9 ulteriori aspetti che sono importanti ai fini della “profilazione” del tuo cliente. Per farlo mi devo immergere e quindi ti devo parlare necessariamente di neuromarketing applicato, al web in generale e in particolare a Facebook per Business.  

TRATTI CARATTERIALI

Quali sono i tratti caratteriali della persona che ti sta leggendo?

E’ estroverso o un introverso? Un timido, un generoso, un egoista?

SCOPRIRE LE ATTIVITA’

Cosa fa nel tempo libero?  Gli piace leggere, pescare, viaggiare o fare sport?

Gli piace farlo da solo o con altre persone? 

INTERESSI

Potresti scoprire gli interessi, e se è curioso o semplicemente desideroso di conoscenza. 

OPINIONI

Quali sono le sue opinioni riguardanti gli ingredienti di un prodotto alimentare? Qual è la sua opinione riguardo al prezzo che legge scritto sull’etichetta.

 COMPORTAMENTO

Quanto varia il comportamento nel fare un acquisto e se l’acquisto è fatto per sé stesso o per un familiare.

 LO STILE DI VITA

Lo stile di vita è molto importante per il marketing. Se ci stiamo rivolgendo a un fumatore o a un non fumatore,  un salutista o ad un ingordo farà qualche differenza? Non credi?

ATTEGGIAMENTO

Se una persona positiva o una persona negativa. Una persona dubbiosa, incapace di prendere decisioni.

VALORI

Se ha dei valori, ad esempio “la non violenza”, l’onestà.

 LE PAURE

Quali sono le sue paure?

 

 

Non hai la sensazione che conoscere questi ulteriori aspetti del tuo target incrementerebbe il tuo business, non di poco, attraverso la tua campagna di marketing su Facebook?  

Conoscere Facebook è un po’ come conoscere la musica per un compositore ed un direttore di orchestra. Per comporla, per leggerla e per eseguirla, bisogna conoscere le crome e le biscrome, le chiavi, le pause, l’intero pentagramma. Solo così ascolteremo una bellissima melodia.  

 

 

C’è AAA Crisi “Riflessioni” “Alleanze”

E’ veramente impossibile accantonare l’idea che la Crisi possa essere superata attraverso la volontà nel ricercare le sue possibili soluzioni per la tua attività?

E’ assolutamente certo che tu non voglia definire un piano d’azione con una strategia marketing vincente per superare la Crisi del tuo lavoro?

E’ sicuramente impossibile provare la sensazione di benessere che puoi ricevere quando avrai superato gli ostacoli che si frappongono tra te e la Crisi della tua attività?

E in ultimo. Questa Crisi ha inciso così profondamente sulla tua naturale evoluzione? Che ti vuole sempre alla ricerca del meglio per te. Che ti vuole, naturalmente portato a concentrarti sulle scelte che operi quotidianamente.

Non può essere che il passato lo si possa utilizzare solo per non ripetere gli errori che quello stesso passato hanno portato all’attuale Crisi che avverti?

Sui libri di scuola, nelle discussioni in azienda o anche al bar con gli amici, a chiunque lo chiedessimo, tutti ci risponderebbero che si è vero la storia ci può insegnare a non ripetere errori.

Fatto salvo poi che gli errori si continuano a fare.

Chilometri e chilometri di lezioni guida che come dallo sfasciacarrozze si ammucchiano in attesa di rottamazione.

L’articolo di oggi ha lo scopo di condividere con te l’idea che la frequentazione di: amici, potenziali consiglieri, possibili alleati, potrebbero essere talvolta scelti anche in funzione di capire come meglio affrontare le sfide del futuro. Scelta un pò più difficile per la moglie, il marito o i figli.

Quante volte ad esempio nelle parole dei tuoi interlocutori c’era la molla che  ti fatto scattare l’idea vincente? Sono sicuro che sono molte. Anche se, talvolta, la parte razionale di te non l’ha avvertita come tale.

Talvolta è stata un’intuizione, in un momento di brainstorming, che ha modificato il bilancio della tua attività. E quando parlo di bilanci non mi riferisco soltanto a quelli economici. Quello della crescita e rafforzamento dei valori ad esempio.

Non posso credere che tu in tutta la tua vita di professionista, di commerciante o di imprenditore non abbia mai avuto una qualche intuizione.

Sto parlando esattamente di quel sesto senso che scatena la voglia di portare avanti un progetto. Quello di volere a tutti i costi che si realizzi. Quello di ripetersi ogni giorno che puoi farcela?

Il problema, ove mai fosse un problema, potrebbe essere quello di stimolare quella intuizione. Quella di risvegliarla per poter agire e stabilire con certezza e concretezza una direzione ed piano d’azione.  Le lettura, la conoscenza, il sapere dell’altro può sicuramente aiutarci nel creare quelle condizioni favorevoli affinché l’intuizione si palesi. Le opportunità non mancano. Puoi cercarle queste opportunità ? Puoi farti assalire dalla certezza che le persone che frequenti possano darti una mano? Una certezza che, te la posso suggerire io, e non è un segreto, è che se continui ad affrontare le sfide di oggi con gli strumenti del passato e con le soluzioni del passato non funzionerà. Mi rendo conto che tra le due porte di fronte te: una larga che ti presenta i luccichii sfavillanti dei possibili successi ed una stretta che ti garantisce, dopo aver lavorato, successi ancor più degni di menzione, tu sceglierai quella larga. Peccato io o il link della porta stretta.  Iscriviti subito al webinar del 18 ottobre 2017 ore 19.00

http://professionalcoach.eu/