Edge Rank su Facebook

Al contadino non far sapere quant’è buono il formaggio con le pere.

Con 1,49 miliardi di utenti e più visualizzazioni di YouTube e circa 900 milioni di foto caricate al giorno Facebook rappresenta un canale di marketing che la maggior parte di imprenditori, professionisti ed anche commerciali non possono non tenere in considerazione.

Al contrario molte di queste aziende lo hanno capito. Ed hanno anche capito che oltre a questo canale: “questo flusso di comunicazione così alto”, bisogna integrare le ADS di Facebook con altrettanti canali di comunicazione e di marketing.

Oggi evidenziarti che se non consideri un minimo la pianificazione per la tua campagna è un po’ come non far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere, potrebbe risultarti scontato ed ovvio. Non lo è ti assicuro. Che ci non sia una perfetta e chiara strategie lo si percepisce da tanti messaggi che ti arrivano mentre sei su Facebook.

 

Non avere precisi obiettivi per la propria campagna significa buttare i soldi. Anche se  il contadino non lo sa: “ quanto sia buono il formaggio con le pere” una cosa però la conosce:

che seminare su di una zolla di terra, tra le rocce, farebbe si crescere le piante, che non avrebbero però sufficienti radici in profondità e con il sole, con il vento, con la pioggia,  quelle piante non avrebbero la giusta crescita e dopo un po’ morirebbero.

Senza portare frutti.

Potresti farti una domanda quando ti pone degli obiettivi e delle potenziali conversioni di vendita su Facebook:

con quali risorse umane economiche materiali a disposizione posso raggiungere gli obiettivi che mi sono posto?

La valutazione della zolla di terra dove seminare e come fare costantemente il test sulla sua resa è di fondamentalmente importanza.

Facebook, con il suo dinamismo cambia e si evolve di giorno in giorno, commettendo peraltro, delle inesattezze. Come tutte le piattaforme ha dei bug e l’individuazione dei bug di questo sistema sono un altro motivo fondamentale. Fare un monitoraggio della tua campagna di marketing lungo la distesa di terra è infatti il parametro che consentirà di capire la sua fertilità. Tutto dovrà essere fertile intorno a quei semini e solo questo potrà portare a grandi risultati.

Se viceversa perde queste sue proprietà, diventando di giorno in giorno, sempre più sterile allora il fallimento della tua campagna “sarà messo in banca” per così dire.

[/vc_column_text][vc_text_separator title=”Non avere precisi obiettivi per la propria campagna significa buttare i soldi” color=”green” border_width=”7″ css_animation=”bounceInUp” add_icon=”true”][vc_column_text]

Chiediti anche il perché su Facebook non si riesce a fare anche delle vendite a freddo.

Non rappresenti un brand già iperconosciuto. Non vuoi svendere pesantemente il tuo prodotto/servizio. Non hai una Custom audience già avanti nel processo di conversione. Non hai un prodotto di nicchia e le tue attività non sono specifiche. Per quale cavolo, (non è inteso come ortaggio) dovrei fidarmi di te e delle tue ADS.

 

 

Se potessi avere un bel pixel al mese

 

La prima cosa da fare quando si crea una campagna su Facebook e avere un obiettivo ben chiaro che si vuole raggiungere.

E una domanda che devi farti sin da subito è che cosa deve accadere al termine della campagna?

Più persone si devono collegare alla tua pagina? Per fare cosa?

Devono cliccare un link che porta un sito per determinare l’acquisto o devono soltanto visualizzare il tuo Brand?

Sulla base di una o più risposte rispetto a tutte le domande che ti sei posto, Facebook è in grado di mostrare la tua “comunicazione” a quelle persone.

Persone che possono potenzialmente effettuare il clic sulla tua Call to Action (chiamata all’azione)che gli hai fatto.

[/vc_column_text][vc_text_separator title=”Come raggiungere gli obiettivi, profilare e fare un test di una campagna advertising su Facebook” color=”juicy_pink” border_width=”7″ css_animation=”fadeInUp” add_icon=”true”][vc_column_text]

Ad oggi Facebook ti consente di ottimizzare le campagne con questi elementi di targeting:

  • notorietà del Brand

  • copertura
  • traffico web
  • interazione con la pagina
  • installazione di un’app
  • visualizzazione del video
  • generazione di contatti
  • conversioni
  • vendita di prodotti
  • visita al punto vendita

 

Una volta che hai determinato il tuo obiettivo; quindi la tipologia del contenuto da sponsorizzare e la cosiddetta “landing page” o pagina di atterraggio devi scegliere il tuo pubblico e devi determinare un budget giornaliero per raggiungerlo.

I criteri per scegliere il tuo pubblico sono tantissimi, puoi scegliere:

  • un pubblico già salvato in precedenza

  • un nuovo pubblico

 

Oltre ai dati demografici può aiutarti:

  1. la conoscenza del pubblico dei tuoi competitor

  2. la conoscenza del pubblico del tuo sito o blog

  3. i personaggi pubblici seguiti dal tuo pubblico target

  4. i luoghi che frequenta il tuo pubblico

  5. il gergo tecnico che utilizza il tuo pubblico

In sintesi si possono dividere in tre categorie:

  1. pubblico chiave “Core audience” che è appunto determinato dalle opzioni di targeting elencate sopra

  2. pubblico personalizzato “Custom audience” che come dice il termine inglese stesso è un pubblico già “customizzato”

  3. pubblico similare “Lookalike” che è appunto un pubblico creato simile alla particolare ricettività di una tua performante campagna.

 

Per capire se la campagna funziona e quanto incide sulle conversioni bisogna installare “il pixel di Facebook” un frammento di codice che registrerà tutte le azioni interessanti che il tuo pubblico fa su una determinata pagina web di destinazione. Non è questa la sede per effettuare un tutorial.

Il pixel di Facebook ti consentirà comunque di capire quali sono gli elementi che non funzionano o quelli che funzionano.

Ma la cosa importante da fare e cambiare uno di questi elementi uno alla volta e non tutti insieme.

Invaliderebbe il test e non ti permetterebbe di capire che cosa ha funzionato e cosa no.

 

Facebook Live 

 

Penso che la frase che ho scritto dia un po’ il senso di quello che succede mentre accendi il tuo smartphone e decidi di andare in diretta su Facebook.

Nel 2016 questa importante possibilità è stata introdotta da Facebook creando, tra l’altro, una forte competizione con YouTube e tutti i canali intrattenimento, prima Netflix, poi oggi anche Amazon Video.

 

Molti stanno sottovalutando il concetto di Facebook live, prima tra tutte le aziende.

Al contrario molti giovani, ad esempio, che preferiscono dei video in diretta fatti anche al minimo della qualità consentita a posto dei quei video infiocchettati che sono presenti su YouTube che riesumano cose trite e ritrite.Video che stanno già passando all’archeologia della comunicazione.

Sono proprio lì davanti all’uscita della Dear(stabilimento di produzione di programmi della RAI) mentre l’attrice ho la modella super megagalattica mi sta passando davanti. Non capisco proprio perché i miei amici non dovrebbero preferire le mie sgranate e “rubate” immagini al posto delle super regie e le mega scenografie; che hanno motivo di esistere ancora solo perché fanno parte del Servizio Pubblico. Ma non saranno più aggiornati i dati che il mio amico sta trasmettendo live su Facebook, dai seggi elettorali, rispetto ai sondaggi della Ghisleri o della Pagnoncelli (istituti di sondaggio)?

Questa potrebbe essere anche una proposta nuova per un nuovo sondaggio.

 

Non parliamo poi della voglia di mettere mettere cuoricini, fiorellini, etc. facendo sapere che ci sei e che lo stai guardando.

Non credo che le aziende possono stare fuori da questa possibilità. Possibilità che implica che devi prepararti a mostrare il tuo Brand.

Ecco perché, fondamentalmente, ti possono entrare in casa.

Sempre che l’azienda decida di aprire la porta e lasciarsi guardare mentre sei in pigiama ed in pantofole.

Facebook live mette fine decisamente ai video che ritoccavi, aggiustavi, riformulavi.

La diretta non lascia scampo ad errori e anche ad orrori.

La domanda a breve sarà. Come mai questa azienda o quel professionista non pubblica mai una diretta? Cosa ha da nascondere?

E se le aziende non lo faranno quel famoso “engagement” se ne va a farsi benedire.

Ma cosa serve per usare Facebook live in un’azienda? Come posso fare io professionista a pubblicarne una? Intanto ti invito a partecipare al webinar del 27 dicembre dove ti darò alcune indicazioni in merito.

Il primo passo è pianificare la diretta con uno storyboard. Quello che vuoi trasmettere. Testare le connessioni WiFi, ma quello che serve più di tutto è che devi metterti all’ascolto. Di tutti quelli che ti guardano e ti mandano cuoricini e si aspettano da te qualcosa.

Apparire può essere anche una cosa facile, farsi toccare con mano richiede una preparazione.

Doppia. Ed il fine è sempre lo stesso creare interazione e coinvolgere con ironia e disponibilità il tuo target il tuo pubblico.

Ah se proprio la vuoi fare ti consiglio di metterti un bel pigiama colorato, evita attentamente quello a strisce bianco e nero come quello di Charlie Chaplin.

 

 

Il Pizzardone che ti regola i post di Facebook

 

Per spiegarti come funziona l’algoritmo di Facebook e come incide sul comportamento dei fan dopo che hai pubblicato i post, adesso che hai capito la differenza tra un profilo è una pagina, ti devo proporre un esempio.

Immagina di stare una piazza italiana, per comodità, prendo Piazza Venezia a Roma.

Il numero delle autovetture che si incrociano nel corso della giornata sono a volte di molte centinaia per non dire migliaia di auto.

Chi passa per primo?

Chi ha la precedenza? A dirigere il traffico c’è un vigile urbano, così come sulla piattaforma Facebook c’è il News Feed Algorithm.

L’algoritmo di Facebook appunto.

Cioè colui che decide chi ha la precedenza (i post che pubblichi) le strade che debbono prendere per essere visti dai fan.

Per conoscere a fondo Facebook devi sapere bene e conoscere bene questa sorta di vigile urbano.

Un “pizzardone”,  che decide quindi,  “chi vede, cosa vedono e quando vedono i tuoi post i fan della pagina”

E’ vero è odioso stare nel traffico ed aspettare il proprio turno così come fu odioso per Vittorio De Sica, che correva all’impazzata per raggiungere la propria amante, essere fermato da un efficientissimo Otello Celletti, Alberto Sordi, nel “Il vigile”.

Lo ricordate?

Poiché nel corso degli anni sono aumentate il numero delle automobili, considerato inoltre che inizialmente era il classico “vetturino” che ti scarrozzava per la città, adesso il “vigile urbano” deve aver fatto una scuola particolare.

Bene, questa scuola, gli ha insegnato circa 100.000 fattori che regolano la portata dei post e fanno da guida per “instradare” i post e per restare fedeli allo scopo di Facebook che si può sintetizzare in:

dare il contenuto giusto alla persona giusta nel momento giusto

 

In pratica tutti devono raggiungere la destinazione che si prefiggono ed anche se devono aspettare il loro turno perché sicuramente arriveranno alla destinazione prestabilita.

Il traffico della piazza di Facebook si chiama Portata Organica, cioè il numero di persone che organicamente raggiungono e raggiungiamo con i post.

Ma Facebook ho avuto modo di dirlo anche in post e articoli precedenti non è il Fatebenefratelli è proprio per questo ha deciso da un po’ di tempo di creare delle corsie privilegiate per le auto in circolazione le cosiddette Facebook ADS.

D’altronde se la piattaforma, cresce di giorno in giorno e dobbiamo dare un congruo stipendio al nostro vigile urbano, oramai stressato, lo dobbiamo pagare profumatamente.

Tra i 100.000 fattori che regolano il vademecum che il vigile ha tra le mani per regolare il traffico te ne elenco qualcuno:

  1. Affinity
  2. Weight  
  3. Time Decay

Più un fan mostrano il loro interesse per il post pubblicato più c’è affinità con la tua pagina (affinity=affinità)

Ci sarà differenza tra un like, una condivisione, un commento al tuo post?  (weight=peso)

Più il contenuto è fresco maggiori sono le possibilità di essere visto dai fan (Time Decay=perdita di valore con il passare del tempo)

 

Questi sono solo alcuni fattori, che ti prometto approfondirò, nel corso del webinar del 27 dicembre.

La lista è molto lunga delle cose di cui si parlerà dagli un’occhiata:

  • Tipo di post
  • Feedback negativi
  • Dispositivi e specifiche tecniche
  • Relationship setting
  • Story bumping
  • Last actor

 

Ci sono poi il maggiore spazio dati ai contenuti di qualità ed il minore spazio dato agli aggiornamenti di stato come anche la minore visibilità ai post Acchiappa-Like, spammosi, riciclati.

 

 

Profilo personale o pagina Facebook ?

 

Mi arrivano con cadenza giornaliera le tipiche di richiesta di amicizia su Facebook.

Le apro e scopro che sono, talvolta, un’hotel, un’altra volta, un agriturismo, un’altra volta ancora un parrucchiere o un associazione no profit.

Non è capitato anche a te?

Mi chiedo ma perché tante aziende creano un profilo personale anziché una pagina aziendale?

Se continui, anche tu, a fare questa stratosferica cazzata non solo scoprirai che non è un’idea furbissima.

Quella di chiedere un amicizia e quindi di taggare le persone, interagire con loro direttamente, e fare la felicità di tuo “cugggino”che lo ha proposto.

Eppure basterebbe solo un attimo soffermarsi e leggere quello che c’è scritto proprio nella creazione del  profilo Social su Facebook.

Capirai, da subito, che i profili personali solo per uso individuale e non commerciale. Rappresentano singole persone e devono essere creati con nomi individuali.

 

Capisco anche che scatta una certa vena poetica e di fantasia nella scelta del nome che deve apparire.

Ma se ti chiami Pinco Pallo non sarà forse il caso che il profilo personale sia Pinco Pallo? Mi rendo conto che la concorrenza sul nome “i tanti Pinco Pallo che esistono su Facebook” sia notevole.  Non credi che le tue informazioni, il tuo viso, le tue foto e tutto il resto farebbero la  differenza tra te Pinco Pallo che abiti in via Tal dei Tali ed altri Pinco Pallo che abitano in via Tizio e Caio?

Fin qui penso tutto chiaro. Il profilo personale è pensato per le persone e le persone sono amiche di altre persone. Gli amici della pagina si chiamano fan.

 

Ti assicuro che la differenza tra fan e amici è notevole.

 

Adesso che sai che hai fatto “sta cazzata”, in tempi andati ti chiederai, come posso rimediare?

Mettiti tranquillo che te lo spiego. Anzi te lo spiega Facebook nel suo centro assistenza.

 

La conversione del tuo account personale in una pagina.

 Creare una nuova pagina Facebook basata su un account personale si può fare una sola volta.

Quando converti il tuo account personale in una pagina, avrai dopo la conversione:

un account personale ed una pagina.

La pagina avrà sia la tua immagine/profilo che tutti i tuoi amici convertiti in fan. Non è detto che questo sia una buonissima idea ed è un processo lentissimo.

Tanto più se in precedenza e hai bombardato e silurato con il tuo profilo tutti gli amici con offerte e cose varie.

Quello che c’è di buono è che passare dal profilo personale alla pagina aziendale ti potrebbe raccontare molte cose interessanti.

Puoi verificare, ad esempio, quanti dei tuoi amici e persone fossero davvero interessati ciò che scrivevi nel tuo profilo. Potresti rimanere di stucco come quello che si mette sulle pareti di casa, presa in affitto, che per troppi lunghi anni hai lasciato senza tinteggiare.

 

 

 

Vanity metrics l’anticamera di obiettivi concreti

 

 

La prima domanda che bisogna porsi è perché  voglio che la mia azienda sia su Facebook?

 

Non avere obiettivi concreti è l’anticamera di quelle che vengono definite le vanity metrics.

 

Un po’ come pensare agli arredi di casa senza avere il progetto e costruito le fondamenta.

Queste metriche misurano solo la vanità.

Ci sono dei numeri che infatti su Facebook raccontano una verità che, è solamente parziale,

  • il numero dei mi piace
  • il numero delle condivisioni
  • il numero delle persone che parlano di me

Numeri che si accrescono sul profilo o sulla pagina facebook.

Questo vale anche in parte e, sottolineo in parte, per YouTube in termini di visualizzazioni.

Una volta che hai raggiunto i traguardi inaspettati che questi parametri misurano cosa ti entrato veramente in tasca?

 

Torniamo  quindi alle nostre attività che dobbiamo svolgere per utilizzare al meglio Facebook e se fossi in te toglierei anche la parola al meglio ed anzi aggiungerei fondamentale.

 Riepilogando sono:

  1. aumentare la notorietà del Brand la creazione di continuità nei rapporti con clienti e potenziali clienti quello che viene chiamato engagement
  2. l’offerta di un canale di comunicazione per gestire le domande e le obiezioni il customer care
  3. l’acquisizione di nuovi clienti la cosiddetta lead generation
  4. la vendita dei tuoi prodotti o due servizi

Come già accennato in qualche articolo precedente Facebook è un canale, una piazza o meglio come ho già precisato una processione di persone.

La ricordate la frase del pubblicitario americano che diceva: 

 

che non si può iniziare la pubblicità oggi a smettere domani perché più che ad una piazza si sta parlando ad una processione.

 

Facebook, proprio per questo non può essere solo l’inizio e la fine della presenza online.

Fatta di tante processioni, anche quelle più piccole che partono dalle chiese ruprestri di spreduti paesini tra le valli.

Un’ulteriore domanda che imprenditori, commercianti e professionisti devono porsi è sul ROI di Facebook. Letteralmente Return on Advertising Spending.

Ma cosa misura il ROI?

Il ROI misura il ritorno economico rispetto all’investimento fatto. Sì perché Facebook, se non l’hai ancora capito, non è gratis.

E non è come ti spiegavo uno strumento, un cacciavite, che una volta comprato, a posto così.

 

 

Facebook: quattro magiche cose che puoi fare

 

Tra le principali attività che un’azienda può fare attraverso Facebook c’è sicuramente quella della:

  • La customer care ovverosia l’assistenza.

  • la brand awaraness cioè la consapevolezza del brand.

  • la lead generation cioè la generazione di potenziali acquirenti.

  •  la vendita.

 

Per comprendere in toto come si possa realizzare questa attività c’è da comprendere come sia cambiata negli ultimi decenni la comunicazione.

Il consumatore è sempre più consapevole delle sue decisioni di acquisto. Sceglie online i propri regali, ad esempio quelli di Natale di quest’anno. Un vero è proprio flop per i commercianti che non hanno un posizionamento web.

 

A questo proposito avete visto, al contrario, che impennata hanno ottenuto quest’anno i prodotti che hanno deciso di “accendere il Natale” con le loro vetrine online?

La cosa più importante che fa il consumatore quando acquista un prodotto online, verrebbe da dire che è il prodotto. Certo il prodotto deve essere conforme a quello che si vuole acquistare, ma allo stesso tempo è il racconto di quel prodotto che compra che dovrebbe “farci gola”.

 

Considerando anche con il passare del tempo si è diventati molto più insensibili al richiamo delle sirene che radio tv e giornali ci proponevano degli scorsi anni.

Ed è sull’esperienza di acquisto dei clienti che occorre concentrare le proprie attenzioni.

 

Ti faccio una domanda, troppe te ne devo fare.  Ti fidi di più di un’azienda che ti dice quanto è figo e quanto è bello il suo prodotto o cerchi della tua memoria di chi ti parlò in passato di quel stesso prodotto?

 

Proseguo con l’interrogatorio. A questo punto tu imprenditore, tu commerciante, tu professionista dove sei?

 

Non è forse lì che devi stare? Tra le pagine social, tra le pagine di Facebook?

 

Non puoi perderti questa occasione, questa opportunità. Quella di chiedere e domandare cosa pensano le persone del tuo brand. Le persone come te come me sono anche stanche di ricevere quotidianamente le telefonate dei call center. Che sono perniciose, che vengono fatte da persone che non conoscono la lingua italiana, da aziende che non hanno minimamente idea di chi stanno facendo chiamare.

Piombano nei momenti più impensati della giornata e non approdano a nulla di buono.

E’ qui che la customer care perché diventa social care. Intesa, innanzitutto come ascolto e poi successivamente come risposta ai problemi. Puoi rispondere con la testa, ma puoi rispondere anche con il cuore. Il tutto con uno spirito, appunto, social.

 

Poi dare valore a chi ha messo il like sulla tua pagina che ha fatto la scelta giusta nell’acquisto del tuo prodotto.

 

 

Eccedi verso chi ti diventato amico su Facebook, solo e semplicemente dedicandogli del tempo.

Facebook, si sa, fa anche dei numeri a colori.

E’ conosciuto da tutti e si può sicuramente affermare che sia il social più frequentato. Con te con molte migliaia di profili finti però Facebook  e di fake news che vengono postate, facebook ha anche qualche problema.

 

I dati ufficiali ci dicono che circa tra 6 e l’11 per cento dei profili sia finto. Il problema è grande poichè inquina tutti i dati in tuo possesso.

Quanti sarebbero, infatti, i profili e le persone reali che ti seguono?

 

 

Voglio una casetta su Facebook.

 

Voglio introdurti l’articolo di oggi citando Lory Ruff, una esperta di social media marketing americana.  

“I social media sono qui non andranno da nessuna parte, sii dove sono i tuoi clienti nei social media”

 Questo per dirti e per introdurti il fatto che molti professionisti di diversi settori economici utilizzano il termine “usare i social network”, come Facebook come se Facebook appunto fosse uno strumento simile al coltello da cucina per preparare un tritato di aglio prezzemolo.

O un cacciavite per avvitare le viti dell’armadio, rigorosamente comprato da Ikea, che ci arrivato a casa con un foglio di istruzioni e che puntualmente avanzano i pezzi.   Non è capitato anche a te? In realtà i social network, Facebook appunto , lo dice il nome stesso,  è una rete sociale. Una rete di persone che decidono di creare come una community intorno a ciò che li accomuna. Intorno a ciò che li appassiona.   Se ci pensi bene nulla di nuovo.

Qualcosa che esiste fin dall’alba dei tempi.

Cosa sono i sindacati, le associazioni culturali, i partiti e gruppi d’acquisto se non sono se non una rete di persone che hanno appunto qualcosa in comune? L’obiettivo che la maggioranza delle persone hanno, come vedi, non nasce solo ed esclusivamente per il business.

Ma nasce dall’esigenza di “mettere su casa”. Una casa virtuale che le persone, che creano un account su Facebook vogliono abitare.

L’esigenza è quella di “fare salotto” e rimanere in contatto, tutti i giorni, con amici, parenti, conoscenti.

Per parlare di sé e anche un po’ per “sparlare” degli altri. Questa è la consapevolezza che devi acquisire se vuoi fare business su Facebook.

Concludo dicendoti che i social network non sono nati per vendere ma sono nati con e per le persone.    

 

 

Facebook Connection

Desideriamo essere connessi, ma come?

 

E qual è lo strumento che per antonomasia può creare connessioni? Beh semplice è Facebook. La maggior parte di persone con le quali ho rapporti mi riferisce che: L’essere connessi con Facebook non funziona dal punto di vista marketing.

Facebook è solo una piattaforma social che serve solo a cazzeggiare.

Beh ti do una notizia che ti risulterà poco gradita:

la tua è semplicemente ignoranza

Se credi di obiettivo sia solo quello di aumentare il numero di like o dei tuoi fan allora non conosci le basi del marketing su Facebook; per questo sei ignorante, perché ignori semplicemente il suo effettivo funzionamento. Un altro elemento importante è che gli operatori di marketing come quello tradizionale ad esempio, pur di difendere il proprio orticello, dicono che non funziona e tendono a sminuire il lavoro degli altri.   Quello che puoi fare è sviluppare una visione ben più ampia del marketing e operare utilizzando tutti gli strumenti per mirare allo stesso obiettivo:

Il Profitto

Ma davvero non funziona ?  

  • Per molti imprenditori questa risorsa è indispensabile anche se non sanno come promuovere al suo interno la propria impresa con successo

  • Per i professionisti è una risorsa tangibile che può raggiungere i clienti e potenziali clienti anche se si necessitano di necessità di una buona strategia di marketing.

  • Chiunque vuole promuoversi su Facebook necessità di un approccio strategico.

  • Per i professionisti della comunicazione che vogliono e possono capire quale metodo adottare e passare da una comunicazione tipica a quella sui social in particolare su Facebook

Da anni Facebook si sta diffondendo la velocità della luce tutto quello che manca e dare un approccio strategico al fatto di essere su Facebook.   Se vogliamo oggi con i suoi un miliardo e trecento milioni di iscritti 21 milioni in Italia è un ambiente impossibile da ignorare il più delle volte ci si dimentica che può essere il filo diretto con i clienti e non solo come vetrina o come cartellone promozionale.